Con la partecipazione della più celebre coppia di Hollywood in veste di mascotte.

martedì 31 ottobre 2017

Allouin

E' Halloween, e i bambini, organizzati in gruppetti, battono il quartiere alla ricerca di dolci. La casa delle due vecchine strambe è la più ambita: tutti sanno che sono molto generose coi bambini. Certo però che quel lungo viale da percorrere al buio fa sempre un po' paura, e anche l'aspetto delle due anziane signore a volte spaventa i più piccoli. Ma ne vale la pena!






ALLOUIN

di Gianluca Gemelli


− Chi è?
− Dolcetto o scherzetto? − rispondono in coro una dozzina di vocine.
La porta si socchiude. Spunta il viso severo della signora Carpi, − o forse invece è la signora Bianchedi: le due vecchiette che abitano insieme si vedono molto poco in giro, e i bambini non sono in grado di distinguerle − e scruta da sopra gli occhiali il piccolo sabba infernale di streghette, fantasmi, vampiri e altri sconosciuti mostriciattoli. Tutti porgono cappelli e bustine di cartone in attesa, sperano, di una pioggia di caramelle, cioccolatini e altre squisitezze.
− Hm... Non lo so mica se... Vediamo un po’... − fa, dubbiosa, la signora Carpi, − ma forse invece è la signora Bianchedi − e i bambini ridacchiano: sanno che i dolcetti stanno per arrivare. Conoscono quella casa: ad ogni Halloween, al momento di spartirsi il territorio, se la contendono quasi. Le due vecchiette, infatti, sono famose per la generosità con cui sottostanno, solo apparentemente riluttanti, al rito del “dolcetto o scherzetto”.
E infatti ecco che anche stavolta i cappelli da strega rovesciati   traboccano, uno alla volta, di ottime caramelle e cioccolatini assortiti. E non è roba da discount: ci sono gelatine rare e prelibate, cioccolatini di marca, praline opera di cioccolaterie rinomate... I bambini, che ovviamente sono esperti in materia, già si leccano le labbra. Tutto quel che hanno rimediato fino a quel momento, nel loro rastrellamento del quartiere, non vale nemmeno la metà del bottino della casa delle due vecchine.
Certo, ci vuole un po’ di coraggio per avventurarsi, quasi al buio, lungo quel viale scricchiolante, fino a raggiungere la vecchia facciata ricoperta di rampicanti, e anche per suonare al campanello con la scritta sbiadita Carpi-Bianchedi... A volte la chiamano “la casa delle streghe”, perfino. Ma basta che il gruppo sia abbastanza numeroso, o che un adulto lo segua con disinvoltura, e il coraggio lo si trova. E poi anche quel brivido, alla fine, fa parte del gioco.

− Gertrude! Gertrude!
− Eccomi, cara! Arrivo! − risponde la signora Carpi, − o forse è la signora Bianchedi, chi lo sa.
− La sua compagna è a letto. Sparse sulle coperte: libri, riviste e un vassoio con le tazze del tè vuote. Da settimane non può alzarsi, ed è diventata ancora più acida.
− Sono passati i bambini?
− Sì, cara. Già tre o quattro gruppi, ormai.
− E gli hai dato quel che gli dovevi dare?
− Certo. Per chi mi hai presa? È la sera di Allouin! Era nel secondo gruppo. Una caramella alla fragola.
− Bene, bene! Scusami, cara, mi sa che questi giorni sono insopportabile, vero?
− Ma no, cara, cosa dici?
− È che ci tengo che, quando io non ci sarò più, tu continui. Ci tengo molto, sai?
− Lo so, cara. Anch’io ci tengo molto. Non ti devi preoccupare di questo.
− Le colture? I campioni? Sono tutti integri?
− È tutto a posto: ho controllato il frigo stamattina, e dove necessario ho aggiunto agar e soluzione fisiologica.
− Hai la mia lista delle ricette?
− Stai tranquilla. È tutto al sicuro nel cassetto. E ho anche le mie di ricette. Non avrò tre dottorati, non avrò avuto la cattedra all’università come te, ma anch’io sono laureata in biologia e in chimica, mi pare. In tutto abbiamo almeno dodici ceppi mortali e forse trenta veleni, tutti diversi, e tutti a effetto ritardato. Possono volerci anche sei mesi, e son tutte cose difficilissime da scoprire.
− Bene. E ricorda: ogni volta non più di un dolcetto deve essere mortale. Certo, anche a me piacerebbe farli fuori tutti, quei mostriciattoli disgustosi, ma non devono poter risalire a noi!
− Lo so, lo so. Puoi fidarti di me. Ci siamo sempre accontentate di ammazzarne uno solo all’anno, ogni volta in un modo diverso. E ogni volta in un periodo diverso, e sempre con almeno un mese di ritardo. E continueremo così, ci penserò io.
− Brutti mostri... Dovrebbero morire tutti! Oh, quanto li odio!
− Anch’io, anch’io!
− Noi li odiamo!
− Cero cara, e non perché noi due non abbiamo potuto farne, ovviamente.
− Anche per quello, invece, anche per quello, ammettilo. Ma soprattutto perché quando cresceranno diventeranno degli esseri schifosi come i loro padri, come le loro madri!
− Ah! Che marciscano tutti nella tomba!  
Le mani adunche della strega allettata si chiudono sul braccio scarno della sua compagna.
− Promettimi che continuerai! Promettimelo!
− Te lo prometto, cara! Non preoccuparti. Ora prendi le tue gocce.
Ha gli occhi lucidi mentre le conta le gocce. Più volte si è chiesta se non fosse il caso di aggiungere un po’ di cianuro alla medicina, ma non ne ha mai avuto il coraggio.
− Dormi, ora, cara, dormi.
Com’è bella, quando dorme, quando distende il viso... Sì, l’ama ancora. Come una volta, come cinquant’anni fa. Le mancherà, quando se ne sarà andata, sì, e molto.
Ma lei, la signora Carpi, − o si tratta invece della signora Bianchedi? Chi lo sa, e, in fondo, chi se ne importa? − lei continuerà a far fuori quei mocciosi odiosi, sì. Lo farà anche per lei. E quando sentirà che sta per arrivare anche il suo di momento, perché prima o poi arriverà, allora lascerà da parte la prudenza e li avvelenerà tutti quanti. Tutti quanti, sì!
Oh, che Allouin sarà, quello!

1 commento:

  1. E'un po moscio il tuo racconto e scontato ..ma forse è una punizione alle brutte vecchiette! ...OK...

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